Graziano Girotto, presidente della cooperativa Progetto Ambiente
Formarsi per poi fare della formazione il proprio lavoro: è questa la storia di Graziano Girotto, presidente di Progetto Ambiente, società cooperativa presente sul nostro territorio da oltre venticinque anni, attiva nei servizi alle imprese per la formazione, consulenza e sicurezza sul lavoro.
Graziano, come è iniziata la tua avventura imprenditoriale?
“Tutto è partito da un corso di formazione per consulenti ambientali che ho seguito a Firenze. Eravamo in dieci e quattro di noi hanno trovato la motivazione e la determinazione per creare una cooperativa. È stato incredibile vedere come un semplice corso abbia portato all'autoimprenditorialità, e come la formazione stessa sia diventata il cuore pulsante di Progetto Ambiente. Non è stato facile all'inizio: per i primi due anni non percepivamo uno stipendio e dovevamo coprire i costi di tasca nostra. Nel 2000, quando ci stavamo dando una scadenza per capire se proseguire o meno, abbiamo incontrato il direttore di Cescot di Livorno, che ha creduto fortemente in noi e questo contatto ci ha permesso di decollare. Non posso che essere orgoglioso dei successi raggiunti, soprattutto nel settore della formazione. Col tempo, i miei tre soci hanno preso strade diverse, ma ricordo bene che sognavamo di arrivare a cifre a sei zeri di fatturato e ci promettevamo di festeggiare insieme. Lo scorso anno, quando abbiamo raggiunto i target prefissati, ho voluto celebrarlo con loro. Il prossimo passo è il cambio di sede con aule più grandi e strumentazioni all’avanguardia: la inaugureremo in primavera.”
Consiglieresti ai giovani di oggi di intraprendere un percorso formativo come il tuo?
“Purtroppo, corsi di formazione come quelli non vengono più organizzati. Non sono più orientati all'inserimento lavorativo come un tempo. Erano promossi dalle province e puntavano sulla formazione professionale per mestieri tradizionali, come cuochi, pizzaioli, commis di sala, che oggi sono tra le figure più richieste nel mercato del lavoro. I percorsi formativi attuali, invece, spesso non riescono a rispondere alle esigenze reali del mondo del lavoro.”
Ci sono stati momenti difficili lungo il percorso?
“Sì, i primi due anni sono stati davvero impegnativi. Passavamo il tempo a fare porta a porta tra le aziende e ci sono stati momenti in cui abbiamo davvero dubitato di poter continuare. Poi, una volta partiti, tutto è andato per il meglio, almeno fino all'arrivo della pandemia da Covid-19. Il 2019 era stato l'anno migliore in termini di fatturato, ma improvvisamente, per sei mesi, la formazione in presenza si è fermata. Abbiamo perso quasi il 50% del fatturato e siamo stati costretti a ricorrere alla cassa integrazione. Tuttavia, la pandemia ha anche accelerato la diffusione della formazione a distanza, che ci ha permesso di riprendere rapidamente l’attività. Oggi continuiamo a beneficiare di questa modalità, che riduce i costi e l'impatto ambientale legato agli spostamenti necessari per la formazione in presenza.”
Qual è il punto di forza di Progetto Ambiente?
“Il nostro valore aggiunto risiede nella capacità di ascoltare le aziende. Non mi limito a presentare programmi di formazione standardizzati; vivo l'azienda, mi immergo nelle loro realtà per comprendere appieno le esigenze e rispondere in tempi rapidi. Nel tempo, ho costruito una rete solida, che rappresenta uno dei nostri punti di forza. Non temo i competitor, perché pochi hanno la nostra stessa lungimiranza nel fare squadra. Oggi Progetto Ambiente conta sette dipendenti e una rete di collaboratori esterni di oltre dieci professionisti. Offriamo formazione gratuita alle aziende, un valore inestimabile per il tessuto economico del territorio.”
Cosa hai trovato in Conflavoro?
“In Conflavoro ho trovato un’associazione snella e orientata al supporto dell’impresa e dell'imprenditore. Quando ci si allontana dai professionisti e dalle aziende, diventa impossibile rispondere alle loro esigenze. L’aspetto vincente di Conflavoro è la possibilità di accedere facilmente anche ai livelli più alti dell’associazione, un segnale chiaro di quanto siano attenti all’ascolto. Progetto Ambiente, inoltre, è attuatore di EBIASP, l'ente bilaterale collegato a Conflavoro, con il quale collaboriamo attivamente.”